Restituito a Roma un angolo di città abbandonato
In via Boncompagni la permeabilità del quartiere al centro del progetto, grazie a quattro nuovi edifici.
Rigenerazione urbana a Roma, grazie agli investimenti privati, per restituire alla cittadinanza e al mercato pezzi di città abbandonati negli anni. È questo il caso del progetto di via Boncompagni, a due passi da via Veneto, all’interno del rione Ludovisi. Un intero isolato costruito negli anni ‘70 come sede di una banca italiana, su progetto dell’architetto Maurizio Vitale, è stato parzialmente demolito e sarà ampliato per costruire quattro nuovi edifici.
Un cambiamento radicale per il quartiere dove uffici dismessi e obsoleti faranno posto a nuovi edifici compresi che disegnano un mix funzionale che vede terziario, alberghiero e residenziale, a forte vocazione sostenibile. L’intervento interesserà una superficie di circa 32mila metri quadri fuori terra, per un totale di circa 53mila metri quadri se si include anche la parte interrata.
La durata stimata dei lavori è di circa 30 mesi, con la conclusione prevista entro il 2027. Il progetto complessivo riguarda la riqualificazione e la riconversione dei due blocchi del complesso costituiti da 8 piani fuori terra per la zona uffici, 9 piani fuori terra per la parte residenziale e 5 piani entro terra. Il tutto raccolto da spazi polifunzionali tra i quali, ad esempio, l’ex Chiesa di San Lorenzo da Brindisi, eretta nel 1912 dall’architetto Giovan Battista Milani per i Frati Cappuccini e successivamente sconsacrata.
Il progetto valorizza le diverse potenzialità dei volumi grazie a una serie di interventi radicali sull’isolato e sul contesto, nel rispetto dei vincoli e degli obiettivi strategici della committenza e in accordo con regole e prescrizioni. Ecco che la permeabilità del quartiere è stata messa al centro del progetto, ribaltando la caratteristica dell’isolato che precedentemente era completamente chiuso in virtù della sua destinazione d’uso: le banche per motivi di sicurezza tendevano a creare luoghi protetti e difficilmente accessibili.
Starching si è occupata della progettazione interdisciplinare preliminare, definitiva ed esecutiva, del coordinamento della sicurezza e svolgerà la direzione lavori dell’intero cantiere. Il rapporto con Starching è di duplice natura, sia con NS Costruzioni, che è il developer manager di tutta l’iniziativa, ma anche con il fondo che ha in carico l’operazione di sviluppo. Starching è sempre stata vicino al cliente, pronta ad affrontare le problematiche che normalmente emergono in un progetto complesso come quello di una rigenerazione urbana di questa portata. Il progetto architettonico è firmato dallo studio Mad Architects, mentre l’impresa Renco Spa si è aggiudicata la gara per realizzare l’opera di riqualificazione degli edifici siti appunto tra via Boncompagni, via Puglie, via Sicilia e via Romagna.
Gran parte delle superfici saranno destinate ad uffici, in particolare le parti che interessano il corpo di fabbrica principale che si affacciano su via Sicilia, via Romagna e parte su via Boncompagni. La parte restante del lotto, all’angolo tra via Boncompagni e via Puglie, è destinata ad uso residenziale con 28 appartamenti. Per i piani interrati, oltre alla presenza di locali tecnici e depositi per uffici e residenze, è previsto un parcheggio pubblico che disporrà complessivamente di 160 posti per auto e scooter, oltre a 20 box destinati alle residenze. Al piano terra dell’edificio residenziale prevista anche un’area a destinazione commerciale.