Il driver dell’innovazione

Il nuovo Campus per le facoltà scientifiche dell’Università Statale all’interno di MIND-Milano Innovation District

Starching, insieme a Redesco Progetti, Manens ed EPTA, incaricate rispettivamente per il progetto architettonico, per quello strutturale ed impiantistico, oltre che per lo space planning, incaricate rispettivamente per il progetto architettonico e per quello strutturale, hanno firmato in collaborazione con lo studio CRA-Carlo Ratti Associati, che invece si è occupato di definire il concept architettonico complessivo, il nuovo Campus della Statale in costruzione a Mind. Un nuovo hub per le giovani generazioni nell’ambito di un maxi-intervento di rigenerazione urbana promosso da Lendlease, gruppo internazionale che ha una concessione di 99 anni per lo sviluppo privato dell’area.

Il nuovo polo universitario si estenderà in un’area di oltre 190mila metri quadri e potrà accogliere una comunità di 23mila persone. Il progetto ribadisce la centralità dell’università come spazio fisico per incontri, dialoghi e scambi culturali. In piena sinergia con altre polarità presenti nell’area, come l’ospedale Galeazzi e lo Human Technopole, il Campus sarà un punto di riferimento su scala regionale, nazionale ed europea per la ricerca e l’innovazione. Il nuovo Campus si svilupperà intorno a cinque corti circondate da altrettanti edifici in mattoni, elemento distintivo scelto come omaggio all’architettura milanese e al cortile d’onore di Ca’ Granda, l’antica e prestigiosa sede centrale dell’Università Statale.

«Caratteristiche progettuali che si rifanno al principio urbanistico del “Common Ground”, ovvero uno spazio pubblico ininterrotto che si snoda attraverso tutto il quartiere, tramite passerelle, chiostri e corti», specifica Andrea Alloni, partner e director di Starching che sta seguendo il progetto. «Il Campus sarà il luogo in cui si studieranno non solo le materie scientifiche ma in generale il concetto di città. La ricerca sarà incentrata sull’utente e sull’ecosistema e coinvolgerà attivamente gli abitanti, sviluppando così nuove modalità di interazione tra pubblico e privato».

Non solo innovazione ma anche sostenibilità. Il nuovo polo è stato progettato per essere performante secondo i parametri della certificazione energetico-ambientale internazionale LEED che sarà come minimo di livello Gold, grazie anche alla rete energetica al 100% decarbonizzata e alla partecipazione al progetto di innovazione sociale Programma 2121.

«Come si è verificato in molti altri casi in cui le destinazioni d’uso legate alla ricerca hanno coinvolto i cittadini in una partnership virtuosa, ci si può attendere un’accelerazione dei processi creativi e una maggiore virtuosità in questo sito», prosegue Andrea Alloni. «Saranno presenti spazi ibridi volutamente orientati a favorire molteplici attività capaci di instaurare reti collaborative tra ricercatori, studenti e utenti della struttura. Una relazione aperta e fortemente permeabile con gli spazi, sperando che questo Campus possa diventare un esempio per altre università, dove le stesse aziende potrebbero trovare meritevoli di investimenti».

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