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Evoluzione digitale per progetti sempre più complessi

2 Aprile 2024

In Starching i progettisti sono affiancati da un team di “Ricerca e sviluppo BIM” che si occupa di indagare nuovi metodi e tecnologie, migliorando i flussi dei dati.

Sin dall’inizio della “rivoluzione digitale” negli anni ’50, i progettisti di ogni categoria ne sono stati immediatamente attratti. In particolare, la progettazione architettonica si pone in una posizione baricentrica tra creatività e automazione. Dopo l’avvento dei primi sistemi CAD negli anni ’70 e la nascita di software come Catia e AutoCAD a inizio anni ’80, all’inizio del nuovo millennio lo sviluppo dei software incontra il Building Information Modeling (BIM), anch’esso nato negli anni ’70 e fondato sulla condivisione delle informazioni. Questo incontro è la scintilla che innesta la seconda fase della digitalizzazione nel mondo della progettazione e delle costruzioni.

I software non sono più solo un modo per velocizzare il disegno, simulando quanto precedentemente realizzato a mano, ma strumenti che, se opportunamente governati e utilizzati, mettono la comunicazione e la condivisione al centro del progetto, rendendo reale ogni elemento disegnato. Il progetto diventa così il contenitore di tutti gli oggetti e di tutte le informazioni creati da ogni attore coinvolto (clienti, progettisti, computisti, direzione lavori, costruttori etc.) e li rende immediatamente disponibili.

Con la convinzione che il BIM fosse destinato a rivoluzionare le abitudini dei progettisti e ad avviare molteplici cambiamenti nei processi della progettazione, Starching utilizza da oltre dieci anni questa metodologia non solo in tutte le fasi di progettazione, ma anche per le attività di direzione lavori e per il project management. Dopo avere creato una governance interna e dei workflow specifici per i diversi BIM Uses, si è passati alla fase di ingegnerizzazione dei molteplici software. Autodesk Revit per la parte di BIM Authoring; Navisworks e Solibri per le attività di verifica e coordinamento; Recap per la gestione delle nuvole di punti; Infraworks e Civil 3D per la gestione del territorio. Nell’ultimo periodo, particolare attenzione è stata dedicata allo sviluppo di Autodesk Construction Cloud – BIM360 (piattaforma di Common Data Environment) per la condivisione dei documenti di progetto, dei modelli e per la gestione dei principali flussi di comunicazione, sia interni quanto con l’intera filiera. L’implementazione di un CDE, strutturato e gestito con adeguati permessi di accesso, ha consentito non solo di distribuire e utilizzare in modo mirato le informazioni, ma anche di spostare molte attività (coordinamento interdisciplinare, clash detection, Approval workflow di elaborati e modelli, etc.) in ambiente cloud collaborando con tutti i partner e lavorando indistintamente dalle sedi di Milano, di Roma e dagli uffici installati nei cantieri.

In un’ottica di continua evoluzione digitale, Starching affianca i propri progettisti con un Team di “ricerca e sviluppo BIM” che si occupa di indagare nuovi metodi e tecnologie, implementare e regolare l’uso dei software in azienda, creare e migliorare i flussi BIM e gli standard interni ed esterni e arricchendo costantemente i servizi offerti. Per affrontare i progetti, sempre più complessi e articolati, che spingono i progettisti verso obiettivi sempre più alti e incentrati sulla metodologia BIM, Starching ha creato una Academy aziendale in grado di formare e aggiornare i propri progettisti sui molteplici aspetti che guidano e uniscono la progettazione (sostenibilità, qualità, performance degli edifici, etc.) agli strumenti (software, workflow, BIM, etc.).

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