Competenze integrate per i data center

3 Giugno 2024

Il know how di Starching in un settore in continua crescita

La transizione digitale in atto sta generando un numero sempre maggiore di dati informatici, con la crescente richiesta di strutture in cui conservarli. Per questo il settore dei data center è in continuo sviluppo, ambito in cui Starching è molto attiva grazie al suo know how decennale in materia. Starching possiede anche il 33% della società Maestrale S.r.l. (con Redesco progetti S.r.l. per le strutture e Ariatta ingegneria dei sistemi S.r.l. per gli impianti), che opera in Italia e all’estero in questo settore e che ha chiuso il 2023 con un bilancio di circa 10 milioni di euro. Una partnership pensata per conservare dei marchi sempre interconnessi tra loro ma legati a una precisa expertise, mostrando ai clienti una competenza integrata capace di creare di valore. 

Starching ha progettato il famoso Green Data Center di Eni di Ferrera Erbognone (Pavia), inaugurato nel 2013, una struttura già all’avanguardia dieci anni fa. Si tratta di un centro di elaborazione digitale, sia di informatica gestionale che di elaborazione di simulazione sismica (High Performance Computing), in cui albergano 5.200 mq di sale dati disposte in sei sezioni indipendenti, corredate da 35.000 mq di aree a servizio del sistema e di circa 1.200 mq a uso uffici dedicati alla gestione del data center. La dimensione del complesso è di circa 45.000 mq.

Il direttore delle attività commerciali di Starching Paolo Colombo spiega che la crescita del settore si deve al fatto che «l’infrastruttura italiana è ancora poco sviluppata, e questo implica la necessità di migliorarla incrementando l’allocazione dei dati, che non possono stare tutti negli Stati Uniti». Al contrario di quanto si potrebbe superficialmente pensare, non è un tema trascurabile se si tiene conto che si tratta dei luoghi «in cui vengono conservati anche i nostri video, le nostre email, i nostri messaggi sui social».

Dal virtuale al reale, non bisogna scordare che il data center è una struttura con una propria architettura funzionale. Dunque per i committenti, racconta Colombo «è importante il contenitore. L’infrastruttura a servizio dei server deve garantirie la business continuity, i server devono funzionare sempre anche in caso di black out». Questo ad esempio comporta l’esigenza di evitare il surriscaldamento: ecco perché anche il contenitore è fondamentale. Nel Green Data Center Eni, in presenza delle condizioni atmosferiche adatte, la sola forma architettonica può provvedere all’afflusso d’aria che serve al raffreddamento dei server, conservando una temperatura di esercizio compresa tra i 18 e i 26 gradi e un’umidità relativa del 20%-70%. Una refrigerazione “passiva” che aiuta a limitare il consumo di elettricità.

Grande attenzione anche alle norme urbanistiche e alla capacità di creare sistemi innovativi, il tutto con un costante monitoraggio dei consumi. Anche in questo specifico settore il punto di forza di Starching sono le competenze del team, in grado di confrontarsi con il committente sulle criticità e guidando tutte le discipline coinvolte in un’ottica olistica. Dalla prefattibilità alla costruzione fino al Bim come metodo orientativo, una garanzia per tutto l’iter del progetto.

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